Il Museo di Zoologia

MUSEO DI ZOOLOGIA

Il Museo di Zoologia, annesso al Dipartimento di Biologia Animale “M. La Greca” dell’Università di Catania, può essere considerato come il più antico museo scientifico siciliano.

La sua fondazione risale infatti al 1853, ad opera del Prof. Andrea Aradas, titolare della cattedra di Zoologia. Inizialmente ospitato presso la sede centrale dell’Ateneo, dal 1922 è stato trasferito presso la sede attuale, un edificio in stile liberty appositamente edificato. E’ costituito da un salone di 230 mq a piano terra e un ballatoio di 80 mq al primo piano.

All’interno del salone sono presenti delle grandi vetrine che ospitano numerosi esemplari faunistici suddivisi per biomi o per ambienti di particolare valore ecologico. Ogni vetrina contiene anche un grande poster con una descrizione del bioma di riferimento e la sua localizzazione geografica.

Lungo il perimetro del ballatoio, invece è situata una serie continua di armadi a vetri, dedicati all’evoluzione degli invertebrati e all’ostensione di importanti collezioni ornitologiche. Il patrimonio faunistico del museo, inizialmente costituito dalle collezioni dell’Accademia Gioenia di Catania, dalla collezione malacologica Aradas e da svariati esemplari raccolti dai vari zoologi del museo, si è arricchito successivamente di importanti collezioni di grande valore storico e scientifico.

In particolare sono da segnalare la collezione di oltre 160 uccelli donata nel 1911 dal Circolo dei Cacciatori della provincia di Catania; la collezione del Barone Franco Auteri, costituita da un migliaio di uccelli prevalentemente esotici, donata nel 1923 dalla Nobildonna Angelina Paternò Castello di Biscari; un cranio di capodoglio risalente al 1912; un giovane elefante donato negli anni ’30 dall’imperatore di Abissinia alla città di Catania e allevato fino alla sua morte presso il Giardino Bellini.

Dal 1986 il museo ha acquisito diversi esemplari di mammiferi extraeuropei, anche di grande mole (fra i quali, ad esempio, un grande orso polare, un’enorme alce canadese, una splendida tigre e varie altre specie di grande mole, molte delle quali a rischio, sia nell’ambito dei Marsupiali che nell’ambito dei felini), oltre che di invertebrati marini e terrestri. Nel 1989 Sono state acquisite le collezioni ornitologiche Baglieri e Baglieri-Benanti, comprendenti oltre 500 esemplari siciliani. Ai primi anni ’90 risalgono le acquisizioni delle grandi collezioni entomologiche Briganti (circa 30000 coleotteri) e Ragusa (circa 5800 lepidotteri e oltre 25000 coleotteri), quest’ultima per donazione da parte dell’Istituto di Agrumicoltura Sperimentale di Acireale.

Di grande rilevanza sono poi le collezioni scientifiche dei ricercatori del Dipartimento. Si tratta di collezioni di grande importanza anche perché contengono numerosi olotipi, ossia gli esemplari sui qui quali sono descritte le singole specie nuove per la scienza, esemplari che sono quindi universalmente riconosciuti come modello delle specie. Vanno ricordate le collezioni di Ragni di Alicata e Cantarella (oltre 200 specie e 15 olotipi), di Mantidi di F. Lombardo (400 specie e 10 olotipi), di Nematodi di Vinciguerra (200 specie e 70 olotipi), di Opilioni di Marcellino (un centinaio di specie e 11 olotipi), di Acari di Arcidiacono (numerose specie e diversi olotipi), di Omotteri di D’Urso (400 specie e 15 olotipi), di Isopodi di Caruso (diverse centinaia di specie e numerosi olotipi), di Blattodei e Ortotteri di Messina e Failla (il 90% delle specie mediterranee e circa 30 olotipi), di Eterotteri di Ippolito (oltre 300 specie e 1 olotipo), di Anellidi Policheti di Cantone (300 specie e 20 olotipi), di Coleotteri Pselafidi di Sabella (1500 specie e 30 olotipi) e la straordinaria collezione di Tardigradi di Binda e Pilato che comprende oltre la metà delle specie note (circa 1000) con circa 200 olotipi. Di una trentina di specie di quella collezione sono noti soltanto uno, due o tre esemplari ed è quindi superfluo sottolineare l’interesse scientifico di quei preziosi reperti. Il Museo ha inoltre accumulato nel tempo ricche collezioni didattiche di invertebrati (comprendenti rappresentati dei vari phyla, subphyla, classi ed ordini, con esemplari preparati in parte a secco, in parte in liquido), oltre che di pesci (oltre 200 esemplari, prevalentemente conservati in liquido), anfibi e rettili (oltre 300 esemplari, prevalentemente conservati in liquido), che costituiscono un utilissimo ausilio per gli studenti delle scuole di vario ordine e grado fino al livello universitario. Un reperto di aspetto spettacolare è costituito da un esemplare adulto di calamaro gigante

Nel tempo sono state inoltre accumulate varie collezioni di invertebrati, pesci, anfibi e rettili, utilizzate anche per fini scientifici e didattici da docenti, ricercatori e studenti, che costituiscono l’utenza principale della struttura. Presso il salone del Museo, si svolgono inoltre visite guidate agli studenti di ogni ordine e grado e turisti generici, lezioni ed esercitazioni universitarie, seminari, sedute di laurea, mostre temporanee, convegni ecc.

Di particolare rilevanza è la collezione di tavole parietali didattiche che, oltre ad aver costituito un sussidio didattico indispensabile per le passate generazioni, hanno attualmente un indubbio valore scientifico ed artistico, ed è per questo che si è deciso di approntare un museo con ostensione virtuale ad alta risoluzione.