Francesco Sciuto

Professore associato di Geologia stratigrafica e sedimentologia [GEOS-02/B]
Sezione di appartenenza: Scienze della Terra

Francesco Sciuto

 

 

 

E' Professore Associato afferente Settore scientifico disciplinare 2024: GEOS-02/B Geologia stratigrafica e sedimentologia

Gruppo scientifico disciplinare 2024: 04/GEOS-02 PALEONTOLOGIA, GEOLOGIA STRATIGRAFICA E SEDIMENTOLOGIA, GEOLOGIA STRUTTURALE E TETTONICA; in attività dal 1/11/2000 presso l’Università degli Studi di Catania.

Ha ottenuto l’abilitazione alla II fascia nel 2017 (primo quadrimestre ASN 2016-18; validità dal 5/4/2017 al 5/4/2026). Allegato 1

Ha ottenuto l’abilitazione alla prima fascia nel 2020 (quarto quadrimestre ASN 2018-2020; validità dal 15/07/2020 al 15/07/2029), in entrambe i casi con la totalità dei giudizi favorevoli. Allegato 2

Possiede i seguenti identificativi (iD):

https://orcid.org/0000-0003-0306-9399#:~:text=https://orcid.org/0000-0003-0306-9399

http://www.researcherid.com/rid/B-6673-2013

http://www.scopus.com/inward/authorDetails.url?authorID=6506714343&partnerID=MN8TOARS

 

 

ATTIVITÀ DI RICERCA

L’attività scientifica del Prof F. Sciuto è documentata ad oggi da 168 prodotti (fonte Loginmiur.cineca.it e CINECA IRIS Università di Catania, dati aggiornati al 29/06/2026) di cui:

Articoli in rivista: 74

Abstract in rivista: 1

Contributi in volume (Capitolo o Saggio): 7

Contributi in Atti di convegno: 7

Abstracts in Atti di convegno: 56

Posters: 12 (solo quelli inseriti sul sito Cineca)

Mostre: 2

Cartografia: 2

Altro: 4

Pubblicazioni in corso di stampa: 2

Buona parte delle pubblicazioni sono a primo nome, dieci a nome singolo, diverse con coautori stranieri tra i quali ricordo dr. Sylvie Crasquin del Centre de Recherche sur la Paléobiodiversité et les Paléoenvironnements (CR2P) Sorbonne Université Paris ; Maria- Beatrice Forel UMR 7207 CR2P (Centre de Recherche en Paléontologie-Paris), MNHN-Sorbonne Université-CNRS, 8 rue Buffon (CP38), 75005 Paris.

Numero di pubblicazioni su Scopus 62 con 929 citazioni e H index 16 alla data del 29/6/2026. Allegato

Numero di pubblicazioni su Web of Science (publons): 61 con 602 citazioni alla data e h index 15 alla data del 29/6/2026. Allegato

https://www.scopus.com/authid/detail.uri?authorId=6506714343

https://publons.com/dashboard/summary/

 

Subito dopo la laurea in Scienze Geologiche, ottenuta il 20/9/1982, F. Sciuto ha collaborato per alcuni anni con il Dipartimento di Scienze Geologiche effettuando i rilevamenti geologici alla scala 1:10000 di diversi territori della Sicilia SE, contribuendo alla stesura della Carta geologica della Sicilia Sud orientale alla scala 1: 100.000 e della Carta Geologica del Settore Nord orientale Ibleo alla scala 1. 50000. I dati acquisiti hanno permesso inoltre di definire la stratigrafia di diverse sezioni del settore Ibleo (Romeo e Sciuto, 1987).

dopo una parentesi lavorativa all’estero nella professione geologica, a seguito di un concorso pubblico dell’Università di Catania, F. Sciuto ha preso servizio in data 1/1/1992 come Conservatore del Museo di Scienze della Terra, incarico che ha mantenuto fino al 1/11/2000. In questo periodo si è occupato del riordino e catalogazione di alcune collezioni presenti nel Museo di Paleontologia. I risultati di queste attività si sono concretizzati in una serie di lavori, essenzialmente di ambito museologico (Sciuto, 1996, 1997a, 1997b).

 

gli argomenti più frequentemente affrontati nell’attività di ricerca rientrano sia nei temi tipici della Geologia Stratigrafica (Analisi delle facies e dell’evoluzione dei bacini sedimentari, ricostruzioni paleoambientali, paleoclimatiche e paleogeografiche, analisi della evoluzione di eventi biologici ed abiologici nel tempo e nello spazio, studio degli ambienti sedimentari attuali marini e continentali e della loro dinamica sul globo terrestre), che in quelli della Paleontologia (tassonomia, ricostruzione nello spazio e nel tempo delle paleo comunità, analisi delle associazioni fossili per le ricostruzioni paleoambientali, paleoclimatiche e paleogeografiche, comparazione analitica tra taxa attuali e fossili e interpretazione di questi ultimi utilizzando sia caratteri autoecologici delle singole specie sia sinecologici, in riferimento alle intere associazioni).

Sono state studiate le successioni sedimentarie essenzialmente marine, sia profonde che superficiali, affioranti sia in Sicilia (Centuripe, Capo Milazzo, Castroreale, Furnari, Vittoria, Licodia Eubea, Villafranca Tirrena, Serra San Biagio, Messina) sia in Nord Africa (Tunisia: Cape Bon, Sahel Bizerte). Le indagini sono finalizzate sia ad individuare le caratteristiche paleoambientali dei bacini deposizionali e a ricostruirne l’evoluzione spazio-temporale attraverso l’analisi e l’interpretazione delle facies sedimentarie (caratteristiche tessiturali, strutturali e composizionali dei sedimenti) e micropaleontologiche (caratteri tassonomici e tafonomici delle faune fossili, prevalentemente ostracodi), sia a definirne i caratteri stratigrafici.

Nell’ attività di ricerca si possono individuare alcune tematiche principali:

STUDIO DI FACIES BATIALI:

1) Area di Capo Milazzo (ME). L’analisi effettuata sulla successione Pleistocenica di Capo Milazzo, ha permesso non solo l’individuazione e descrizione di diversi nuovi taxa ma anche di definire in dettaglio l’evoluzione paleoambientale e paleoclimatica dell’area grazie al ritrovamento di specie psicrosferiche e paleopsicrosferiche, ovvero taxa marini batiali indicativi di temperature al fondo al di sotto dei 4° C (Sciuto, 2005; 2009; 2012; 2014a; 2014b). tutti i taxa rinvenuti sono tipicamente batiali; particolarmente interessante è il ritrovamento del genere Nemoceratina, un ostracode tipico di acque molto profonde e fredde degli oceani triassici (paleopsicrosferico). Rarissimo nel Quaternario, il suo ritrovamento indicherebbe che le acque più profonde hanno mantenuto le loro caratteristiche di temperatura nel tempo.

2) Area di Serra San Biagio (CT). Analoghi risultati sono stati ottenuti nell’area di Serra san Biagio (Fiumefreddo, CT) dove le Argille pleistoceniche hanno fornito un’interessantissima fauna, esclusivamente batiale, comprendente anche in questo caso taxa psicrosferici (Sciuto, 2015).

3) Aree di Licodia e Villafranca Tirrena. Ancora sedimenti batiali dello Zancleano affioranti appena al di sopra dei livelli evaporitici messiniani sono stati analizzati nell’area di Licodia (Catania) e in quella di Villafranca Tirrena (Messina). L’analisi delle associazioni faunistiche individuate, costituite da foraminiferi bentonici e planctonici, nannoplancton calcareo e da una tipica fauna ad ostracodi di acque profonde e di bassa temperatura (psicrosferici) testimoniano (Sciuto & Baldanza, 2020) il rapido riempimento del Mediterraneo con consistente aumento della colonna d’acqua anche in questo settore. Tuttavia, a differenza di quanto accaduto in altri siti coevi (ad es. area dello Stretto di Gibilterra), evidenze stratigrafiche indicherebbero che, nelle aree siciliane studiate, questo evento si sia verificato senza produrre fenomeni erosionali al fondo.

4) Area di Santa Maria di Leuca. Una fauna ad ostracodi di ambiente batiale estremamente importante dal punto di vista paleoclimatico è stata campionata al largo di Santa Maria di Leuca; essa è stata correlata con livelli analoghi rinvenuti ed analizzati nel Golfo di Taranto e nel Mar Adriatico ed attribuita al Pleistocene Superiore (stadio climatico Allerød e Younger Dryas) (Sciuto & Rosso, 2015).

 

STUDIO DI FACIES DI PIATTAFORMA

Lo studio di queste faune ad ostracodi è estremamente interessante in quanto gli ostracodi sono estremamente sensibili alle variazioni dei parametri ambientali, inclusi quelli dipendenti dalla batimetria e dal clima, e il loro studio consente pertanto dettagliate ricostruzioni paleoambientali e di evidenziare oscillazioni del livello del mare e tracciare l’evoluzione batimetrica dei paleobacini.

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1) Area compresa tra Siracusa ed Augusta. Ancora dati paleoclimatici provengono dai sedimenti quaternari affioranti lungo il bordo ionico ibleo (Area compresa tra Siracusa e Augusta). Tali sedimenti appartengono a due differenti cicli; il più antico, attribuito al Pleistocene Inferiore e discordante sul substrato pre-pleistocenico, è costituito da calcareniti giallastre che passano lateralmente e verso l’alto ad argille e marne cui viene dato genericamente il nome di “argille grigio azzurre”. In tali sedimenti si rinvengono tra l’altro gli Ospiti Nordici Arctica islandica, Macoma obliqua, Pseudamussium peslutrae e Neptunea contraria. Il secondo ciclo, trasgressivo, è dato da calcareniti fortemente cementate, note in letteratura con il nome di “panchina” e attribuite al Pleistocene Medio. Nelle Argille Azzurre, oltre a normali taxa di piattaforma sono stati rinvenuti taxa importanti dal punto di vista ecologico e paleoclimatico ovvero: Bythocythere turgida, Rectobuntonia subulata rectangularis e Macropyxis adriatica, taxa non più viventi nel Mediterraneo attuale e segnalati, viceversa, in numerosi affioramenti e sedimenti marini attribuibili alle fasi fredde del Pleistocene e/o alla transizione con l’Olocene.

2) Area di Vittoria (Sicilia SE)

L'analisi faunistica effettuata lungo la sezione in prossimità della riva destra del Fiume Ippari ha consentito di definire l'evoluzione pleistocenica del settore sud-occidentale del Plateau Ibleo (area di Comiso-Vittoria) da paleoambienti marini del piano infralitorale, testimoniati nei livelli basali della successione, ad ambienti progressivamente meno profondi di transizione e salmastri, testimoniati nei livelli intermedi, fino ad ambienti francamente dulcicoli individuati nei livelli sommitali della sezione.

3) Area di Bizerte (Tunisia) In un contesto differente si inseriscono gli studi effettuati in Tunisia (Bizerte) che hanno evidenziato come le oscillazioni pleistoceniche del livello marino, determinando una evoluzione da ambienti a salinità normale ad ambienti salmastri ad ambienti d’acqua dolce, determinano la conseguente evoluzione delle faune ad ostracodi, confermando ancora una volta l’importanza di questo gruppo di organismi come indicatori ambientali e paleoambientali (Bejaoui et al., 2016; 2018; Temani et al., 2016).

 

STUDIO DI FACIES DI LAGO-MARE.

Anche i livelli del tardo Messiniano affioranti al di sopra dei sedimenti evaporitici sono stati analizzati. Essi hanno fornito una ostracofauna tipica degli ambienti di Lago Mare, ovvero ambienti poco profondi a sedimentazione prevalentemente silicoclastica in cui si adattarono a vivere alla fine della crisi evaporitica, faune oligoaline continentali. Questi sedimenti, che si sovrappongono agli strati evaporitici messiniani in apparente conformità, sono già stati segnalati e studiati nella Sicilia occidentale. Ora, per la prima volta sono stati campionati e analizzati in cinque diverse località della Sicilia orientale. Le facies riscontrate sono riconducibili a due tipologie: quelle denominate strati a "Congeria" (marne contenenti faune oligoaline) e quelle denominate "Arenazzolo" (sabbie arkosiche rossastre contenenti ostracodi d'acqua dolce o salmastra). Da questi livelli, che corrispondono a due diversi ambienti di sedimentazione, è stata estratta una fauna ad ostracodi costituita da specie appartenenti ai generi Tyrrhenocythere, Loxoconcha e Cyprideis. Tra questi, Loxoconcha muelleri (Mehes, 1908) e Cyprideis anlavauxensis Carbonnel, 1979, sono stati segnalati per la prima volta in Sicilia. Altre due specie sono nuove per la scienza; una è stata descritta come Tyrrhenocythere pulcherrima sp. nov. mentre l'altra è stata lasciata in nomenclatura aperta come Loxoconcha n. sp. (Sciuto et al., 2018).

Le faune a ostracodi delle facies di Lago-Mare sono state studiate per la prima volta anche in Tunisia, contribuendo così a incrementare e aggiornare i dati sulla distribuzione geografica di numerosi taxa al loro limite sud-occidentale (Temani et al., 2020).

 

STUDIO DI FACIES DEL MESOZOICO

Dopo decenni di oblio, sono state nuovamente oggetto di studio le facies mesozoiche affioranti in Sicilia. Grazie all’analisi dei livelli del Carnico superiore della F.ne Mufara affiorante a Monte Scalpello (Crasquin et al., 2018) e Monte Gambanera (Crasquin et al., 2020) è stata individuata una fauna ad ostracodi interessantissima e perfettamente conservata che è stata correlata con altre ostracofaune rinvenute in località del Triassico superiore di aree europee ed extraeuropee. Sono stati, inoltre, individuati e descritti nuovi taxa. La più approfondita conoscenza delle facies ha permesso una nuova ricostruzione dell’originario bacino di sedimentazione della F.ne Mufara (Bacino Imerese-Sicano Auct.) precisandone i limiti rispetto ai paleodomini neotetidei.

 

STUDIO DI FACIES ATTUALI E RECENTI

Gli habitat studiati sono quelli costieri superficiali sia attuali e recenti del Mediterraneo (Aci Trezza, Mare Ionio Centrale) (Sciuto et al., 2017) e del SE Asiatico (Thailandia) (Montenegro et al., 2004), Queste indagini sono finalizzate a implementare le conoscenze tassonomiche sulle specie attuali e sulla loro distribuzione geografica ed ambientale.

Sono state condotte analisi di dettaglio sugli ostracodi di fondi mobili infralitorali e circalitorali dell’Area Marina protetta delle Isole Ciclopi (Sciuto et al., 2015), e di popolamenti a Cystoseira nella fascia batimetrica compresa fra 5 e 26 m (Sciuto et al., 2017; Catra et al., 2019) e di quelli profondi dello Stretto di Messina (Sciuto, 2014). Nel corso dei campionamenti per questi lavori è stata messa a punto una nuova tecnica di campionamento della microfauna che vive perlopiù come vagile o poggiata o ancora debolmente attaccata ai substrati rocciosi e soprattutto a quelli vegetali (talli di alghe e foglie di Posidonia). La nuova tecnica prevede nella fase preliminare al grattaggio, l’esecuzione di una aspirazione tramite sorbona di tutti gli individui liberi, che pertanto possono essere campionati e integrati nelle liste floristiche e faunistiche dell’associazione. E’ possibile così avere informazioni più complete sulla effettiva composizione tassonomica e struttura, soprattutto delle microfaune viventi in questi ambienti.

Inoltre, un importante risultato dal punto di vista geologico-ambientale è consistito nell’individuazione di imponenti e frequenti fenomeni di spiazzamento sia di sedimenti che di faune ad essi associate (downslop contamination). In ambienti altamente idrodinamici, gli spiazzamenti faunistici avvengono anche “in vivo”, dai livelli più superficiali infralitorali o addirittura di transizione, verso i livelli più profondi, anche batiali, nel caso dello Stretto di Messina.

I fenomeni attuali di dawnslop contamination individuati nello Stretto di Messina hanno un loro corrispondente nel record geologico nella serie sedimentaria Pliocenica affiorante nella collina di Centuripe. Anche in questo caso l’analisi dell’ostracofauna e le osservazioni tafonomiche sugli esemplari riscontrati hanno evidenziato come faune superficiali abbiano fortemente contaminato gli ambienti più profondi. In questo caso, inoltre, sono stati individuati anche fenomeni più consistenti di flussi gravitativi che, ad intervalli regolari, hanno portato alla deposizione delle cosiddette “sabbie” di Centuripe (Sciuto et al., 2003).

Un importante studio sulle tanatofacies recenti è stato effettuato nella cosiddetta “Santa Maria di Leuca (SML) deep-water coral mound province”. Il Coral Mound di acque profonde di Santa Maria di Leuca (SML) nel Mar Ionio si sviluppa tra 350 a 1200 m di profondità e si estende su un'ampia regione del margine continentale pugliese, caratterizzato da una topografia complessa, e fortemente influenzato da processi sedimentari legati alla gravità ed alle correnti. L’analisi faunistica è stata effettuata mediante campionamento sul fondale di tutti i gruppi tassonomici bentonici, principalmente coralli, molluschi, serpulidi, briozoi, ostracodi, foraminiferi e cirripedi, che ha permesso il riconoscimento di sei diverse facies. Queste tanatofacies sono facilmente distinguibili e sembrano essere in gran parte corrispondenti e sovrapposte alle relative facies viventi (Rosso et al., 2010).

 

TASSONOMIA DEGLI OSTRACODI.

Alla base di tutti gli studi sopra elencati sta un’accurata determinazione delle specie riscontrate attraverso una dettagliata analisi e confronto dei caratteri tassonomici dei diversi taxa. Questa attività ha portato anche alla individuazione di generi e specie nuovi per la scienza. Complessivamente sono stati istituiti 2 generi ed oltre 100 specie, diverse sono già pubblicate su WoRMS (World Register of Marine Species, https://www.marinespecies.org/).

 

 

COLLABORAZIONE CON SPECIALISTI DI ALTRI GRUPPI DI ORGANISMI.

Il dott. F. Sciuto, fa parte del gruppo di ricerca in paleoecologia, quindi, sin dall’inizio, ha collaborato con i colleghi che si occupano di altri gruppi tassonomici (Briozoi, Policheti, Alghe ma anche vertebrati continentali), questa collaborazione si è concretizzata nella stesura di diverse pubblicazioni (Rosso et al., 2010; Catra et al., 2019; Sanfilippo et al., 2017; Ch. Mytilineou et al., 2016; Monaco et al., 2014, Etc.)

 

 

Elenco dei taxa istituiti da F. Sciuto

 

DA WORMS: WORLD REGISTER OF MARINE SPECIES (https://www.marinespecies.org/index.php)

 

Acanthocythereis colini Sciuto, 2014 †

Anchistrocheles seguenzai Sciuto & Pugliese, 2013

Arbocuspis emanuelae Rosso, Sciuto, Sanfilippo & Spencer Jones, 2017

Atlantisina mylaensis Rosso & Sciuto, 2019 †

Aurila agathae Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Aurila bassiounii Sciuto & Reitano, 2021 †

Aurila burolleti Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Aurila castanyi Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Aurila diodoroi Sciuto, Baldanza & Reitano, 2022 †

Aurila dipattii Sciuto & Reitano, 2021 †

Aurila doruki Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Aurila nocellae Sciuto & Reitano, 2021 †

Aurila seguenzai Sciuto, Baldanza & Reitano, 2022 †

Aurila violai Sciuto & Reitano, 2021 †

Aurila zargounii Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Bairdia andrecrasquini Crasquin, Sciuto, Reitano & Coco, 2020 †

Bairdia gambaneraensis Crasquin, Sciuto, Reitano & Coco, 2020 †

Bertorsonidra Rosso, Sciuto & Sinagra, 2010

Buntonia (Rectobuntonia) subulata punctata Sciuto & Reitano, 2021 †

Bythocythere agostinae Sciuto, 2016 †

Bythocythere mylaensis Sciuto, 2009 †

Bythocythere solisdeus Sciuto, 2012 †

Bythocythere solisdeus Sciuto, 2012 †

Callistocythere sissinghi Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Callistocythere sissinghi Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Capsacythere baldanzae Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Capsacythere fekihi Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Capsacythere giovannae Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Capsacythere narjessae Sciuto & Reitano, 2021 †

Capsacythere salaji Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Carinocythereis carboneli Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Chrysocythere arutai Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Chrysocythere gliozziae Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Chrysocythere nevianii Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Chrysocythere russoi Sciuto & Reitano, 2021 †

Cimbaurila maamouri Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Cimbaurila mariellae Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Cimbaurila ramdohri Sciuto, Baldanza & Reitano, 2022 †

Cistacythereis merzeraudi Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Cistacythereis oertli Sciuto, Baldanza & Reitano, 2022 †

Cistacythereis purii Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Coccomyxa cimbrica K.Sciuto, B.Baldan & I.Moro, 2019

Costa agyrina Sciuto, Baldanza & Reitano, 2022 †

Cytherella carmela Sciuto, 2015 †

Cytherella ilariae Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Cytherelloidea alexanderi Sciuto & Reitano, 2021 †

Cytherelloidea ardita Sciuto & Reitano, 2021 †

Cytherelloidea slipperi Sciuto & Reitano, 2021 †

Cytherelloidea temaniae Sciuto & Reitano, 2021 †

Cytheretta mariaantoniettae Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Cytheridea jonesi Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Cytheridea münsteri Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Cytheropteron eleonorae Sciuto, 2012 †

Dorukella crasquinae Sciuto, Temani & Ammar, 2021

Dorukella nevioi Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Dorukella razgallahae Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Dorukella ruggeroi Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Echinocythereis clavata Sciuto & Reitano, 2021 †

Echinocythereis multituberculata Sciuto & Reitano, 2021 †

Eucytherura regina Sciuto & Reitano, 2021 †

Eucytherura sanctavenerae Sciuto, Baldanza & Reitano, 2022 †

Graptocythere octopus Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Hungarella forelae Crasquin, Sciuto, Reitano & Coco, 2020 †

Hungarella siciliiensis Crasquin, Sciuto, Reitano & Coco, 2020 †

Kerocythere dittainoensis Crasquin, Sciuto, Reitano & Coco, 2020 †

Loxoconcha pokornyi Sciuto, Baldanza & Reitano, 2022 †

Mediocytherideis hornei Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Microxestoleberis scillae Sciuto, 2016 †

Mockella barbroae Crasquin, Sciuto, Reitano & Coco, 2020 †

Nemoceratina (Pariceratina) barrieri Sciuto, 2014

Neomonoceratina lajmii Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Neomonoceratina morkhoweni Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Neomonoceratina mostafawii Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Neomonoceratina reussi Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Okadaleberis azouzi Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Okadaleberis benzartiae Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Okadaleberis decimai Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Okadaleberis guerneti Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Okadaleberis hendae Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Okadaleberis khayatii Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Okadaleberis memmiae Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Pachycaudites yassinii Sciuto & Reitano, 2021 †

Paijenborchellina reitanoi Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Paracytheridea longicristata Sciuto, Baldanza & Reitano, 2022 †

Petasobairdia jeandercourti Crasquin, Sciuto, Reitano & Coco, 2020 †

Peteraurila carbonneli Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Peteraurila moisettei Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Peteraurila nachitei Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Peteraurila ulicznyi Sciuto, Temani & Ammar, 2021

Phlyctocythere sicula Sciuto & Pugliese, 2013

Pseudocytherura carolinae Sciuto & Reitano, 2021 †

Pseudomutilus benkheddai Sciuto & Benkhedda, 2021 †

Pseudomutilus Sciuto & Benkhedda, 2021 †

Ptychobairdia iudicaensis Crasquin, Sciuto, Reitano & Coco, 2020 †

Ptychobairdia leonardoi Crasquin, Sciuto, Reitano & Coco, 2020 †

Quasiagrenocythere Sciuto & Benkhedda, 2021 †

Quasiagrenocythere tevestaensis Sciuto & Benkhedda, 2021 †

Ruggieria quadricarinata Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Semicytherura elsae Sciuto, 2014 †

Tegmenia mariasophia Sciuto, Baldanza & Reitano, 2022 †

Tyrrhenocythere pulcherrima Sciuto, Baldanza, Teman & Privitera, 2017 †

Urocythere (Pokornyella) bremani Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Urocythere (Pokornyella) salaktaensis Sciuto, Temani & Ammar, 2021 †

Urocythereis emanuelae Sciuto, 2014 †

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